Quello stesso giorno Max fu assunto all'Ufo Center. Adesso aveva libero accesso agli archivi, e a tutto quello che voleva sapere sul crash down del '47.
E Maria era stata convocata nell'ufficio dello sceriffo. Valenti era tornato al Crash Down proprio per comunicarglielo.
elenafragola79
Date: mercoledì, marzo 31, 2004
Time: 21:53
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Quel pomeriggio, come tutti i pomeriggi, io e Maria eravamo di turno al Crash Down. Avevo fatto un nuovo schema per gli orari, perchè ognuno faceva un pò come voleva. Avevo assegnato a tutti un colore diverso, così da visualizzare in fretta orari e giorni di lavoro. Era una precisissima per queste cose. Appena finito di spiegare, tutti i ragazzi andarono a casa, tranne io e Maria. C'era ancora molta gente da servire. Maria rientrò nel locale, e subito la vidi tornare indietro. Mi disse che si sarebbe fermata a fare l'inventario come aveva detto mio padre. C'era qualcosa, io la conoscevo benissimo. Seduta ad un tavolo, aveva notato Isabel da sola. Mi disse che a causa sua viveva nell'incubo per tutto il giorno. Aveva paura che ogni momento potesse essere l'ultimo. Non mi stuferò mai di dirlo...sempre la solita esagerata!!!! Isabel era strana, ma sicuramente non era cattiva come sembrava. E poi, adesso che anche noi eravamo a conoscienza del loro segreto, eravamo tutti una grande famiglia. La convinsi che non 'era niente di cui aver paura, così si avvicinò al suo tavolo per prendere la sua ordinazione. Dopo poco arrivò lo sceriffo Valenti. Voleva una Coca Cola da portare via. Fu Maria a prendere la sua ordinazione. Era visibilmente nervosa,e sia io che Isabel l'avevamo notato subito. Prima che la situazione precipitasse del tutto, decisi che era meglio che mi avicinassi per tranquillizzarla. Lo sceriffo, era lì solo per la sua Coca e per chiedere a Maria i dati della sua assicurazione per fare il verbale sul loro tamponamento di quella mattina. Niente di più. Infatti, dopo aver avuto quello che gli serviva, pagò,e se ne andò.
elenafragola79
Date: martedì, marzo 30, 2004
Time: 12:55
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La Topolsky iniziò i colloqui nel suo ufficio. Ci fece entrare uno ad uno. La prima domanda riguardava il nostro lavoro fututro. Che c'era nei nostri progetti ?? Io su questo avevo le idee molto chiare: sarei stata una Biologa molecolare. Il massimo sarebbe stato essere la "Responsabile del centro di ricerche ad Arward". Fece a tutti le stesse domande. Poi ci mostrò un disegno. Quale dei personaggi ci assomigliava di più ?? Io scelsi il mio, e anche Max fece lo stesso. Un pò di tempo dopo seppi che aveva scelto quello che stava nascosto dietro l'albero. Il consiglio della Topolsky per cercare di emergere un pò, fu quello di chiacchierare con una ragazza che gli piaceva. Fu quello che lei fece a suo tempo. O almeno così gli disse. Appena finiti i colloqui, Max mi raggiunse nel corridoio. Aveva l'aria di chi vuole dire qualcosa. Ma si limitò a salutarmi con un timido "Ciao". Approfittai dell'occasione per parlargli di Maria e di Isabel. Dovevano assolutamente trovare un punto d'incontro. E lui era l'unico in grado di far ragionare sua sorella. Mi sembrava impacciato, e non capivo perchè. Ci salutammo, e io mi allontanai nella direzione opposta alla sua.
Più tardi ripresi il colloquio dalla professoressa. Era incuriosita dal fatto che vollessi fare lo scienziato. Mi disse che davo l'impressione di essere molto sicura di me. Lo ero. Almeno su questo. Avevo questa sicurezza dalla prima volta che ero entrata in un laboratorio. C'era un odore particolare, forse di zolfo, ed io mi ero sentita come a casa. Il mondo è un luogo incredibilmente misterioso, e la scienza ti dà gli strumenti per conoscerlo. Attraverso la scienza possiamo avere le risposte ai fatti. Quando si fa un esperimento si ha il controllo sulla natura. Proprio il controllo. Quello che adesso per molte cose non avevo più. Ero ferma sull'idea che si dovessero avere dei progetti. "Non prendi la vita così come viene", mi disse la Topolsky. La mia risposta fu secca: "No". Ma ho dovuto imparare a farlo. A prendere dalla vita quello che ti dà.
elenafragola79
Date: lunedì, marzo 29, 2004
Time: 13:31
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Quella mattina Maria arrivò a scuola insieme ad Isabel (perchè la sua macchina si era fermata, ed era stata portata via dal carroattrezzi). Non feci in tempo a chiederle niente però, perchè in classe c'era la signorina Topolsky era intenta nella sua lezione. Si parlava di futuro. Che cosa ci aspettava nel nostro futuro ??? Ci disse che nei giorni a seguire, ci avrebbe fatto dei colloqui individuali per scoprire quali erano le nostre potenzialità. Ascoltando i discorsi della supplente, mi resi conto che non era il mio futuro che mi preoccupava...il mio futuro era carico di promesse, dovevo solo affrontare il presente. A fine lezione, io e Maria andammo verso i nostri armadietti. Mi disse che prima di arrivare a scuola lei ed Isabel, avevano tamponato l'auto dello sceriffo Valenti. Non era successo niente di grave, era solo che Isabel, per divertirsi un pò, aveva cercato in tutti i modi di spaventare Maria, ed evidentemente c'era riuscita. All'epoca Isabel era molto diffidenti nei nostri confronti. C'è voluto un bel pò per conquistare la sua fiducia.
elenafragola79
Date: sabato, marzo 27, 2004
Time: 16:44
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Salimmo in macchina, e andammo a casa di Michael. Nè io nè Max ci rendemmo conto che Kyle ci stava seguendo con la sua auto. Chiesi a Max perchè lui e Isabel avevano trovato una vera famiglia, e invece Michael era finito in una roulotte con un padre come quello. La sua risposta fu solo: "E' una lunga storia". Arrivò anche la Topolsky, e io mi avvicinai a Max per vedere meglio la situazione. Giocherellavo nervosmente con il mio anello, che ad un certo punto, mi cadde a terra. Mi chinai verso Max per raccoglierlo, e proprio in quel momento sentì la voce di Kyle che mi stava chiamando. Ci salutò. Noi facemmo altrettando, ma con un tono di voce decisamente più basso del suo. "Che succede?" ci chiese. E noi ancora sussurrando...."Niente". Non faceva altro che chiedere: "Ma come parlate???". Beh, era evidente che non volevamo essere visti da Hank e dalla Topolsky, che nel frattempo aveva lasciato il suo numero di telefono al padre di Michael perchè lui la richiamasse. L'insegnante se ne stava andando, e Max si abbassò per non farsi vedere, e di riflesso anche Kyle fece la stessa cosa. Io rimasi in piedi, e infatti la professoressa si accorse della mia presenza. Salutammo Kyle, e risalimmo sulla jeep per tornarcene al Crash Down. Scesi. Max mi disse che magari quando le acque si sarebbero calmate un pò avremmo potuto andare a pranzo insieme. Si, mi sembrava una bella idea. Ci salutammo, e io rientrai a casa. Max invece andò via con Isabel che lo stava aspettando. Ancora non sapevo niente, ma Michael si stava introducendo di nascosto nell'ufficio dello sceriffo Valenti.
La mattina dopo, ero a scuola, e stavo camminando per i corridoi, quando incontrai la signorina Topolsky. Mi disse che se ero amica di Michael dovevo aiutarlo. Disse di non essere una supplente, ma una consulente scolastica. Michael era nei guai,rischiava di essere espulso dalla scuola, e io dovevo convincerlo ad andare a parlare con lei. "Ok, lo farò" le dissi io. La salutai e me ne andai.
"Da quando ho saputo di Max Michael e Isabel ho riflettuto molto sui segreti. Per ogni persona che ha un segreto ce n'è un'altra che vuole conoscere quel segreto..A volte avere un segreto ti fa sentire isolato dagli altri...ma un segreto può darti anche la sensazione di avere qualcosa in comune con qualcun altro...E ora perfino io Liz Parker, la più normale ragazza di questa città, con una vita banalissima...perfino io ho qualcosa da nascondere".
elenafragola79
Date: mercoledì, marzo 24, 2004
Time: 13:40
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La Topolsky iniziò a parlare con quell'uomo. Gli disse: "Li ho controllati tutti, ma è da lui che voglio iniziare". Si riferiva a Michael. Per il momento non l'aveva mai incontrato, perchè Michael non era più tornato a scuola da quando lei era arrivata. Ma dovevamo assolutamente avvertirlo. Salimmo sulla jeep di Max e andammo a cercare Michael al Crash Down. Lo trovammo subito, proprio mentre stava entrando. Max lo fermò, gli doveva assolutamente parlare, e immediatamente. Io entrai per avvertire Maria che quella sera avrebbe dovuto coprirmi, perchè io avevo da fare. Non le detti nessuna spiegazione, e lei fu molto contrariata. Ma era la mia migliore amica, e le avrei detto tutto, ma adesso non c'era tempo per le spiegazioni. Stavo per uscire, ma arrivò Alex, anche lui in cerca di spiegazioni. Ovviamente si era reso conto che eravamo un pò strane ultimamente, e che stavamo sempre lì a parlare dei "Cecoslovacchi". Ci disse che la Cecoslovacchia non esisteva più da tempo, e così, lui, pretendeva delle spiegazioni. Maria prontamente si inventò una scusa. La nausea. Si, gli disse che avevamo la nausea, e che non era il caso di dirlo a tutti, ma che se voleva potevamo dirglielo adesso. Scusa perfetta. Alex stava mangiando il suo solito panino, e di certo non voleva sentir parlare di gente con la nausea. Ringraziai Maria e la salutai. Max e Michael stavano ancora discutendo. prima che entrassi nel cafè, Michael aveva detto che c'era gente che stava portando via roba dall'ufficio dello sceriffo, e quella era l'occasione adatta per tentare qualcosa. Adesso stavano parlando della loro vita, e di quanto Michael non fosse contento della sua. Max gli disse di non tornare a casa, ma di andare da lui. In casa c'era Isabel, e avrebbero aspettato insieme. Michael era arrabbiato, non disse niente e si allontanò. Max mi guardò, e mi fece cenno di salire sulla jeep.
elenafragola79
Date: martedì, marzo 23, 2004
Time: 12:58
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Era arrivata la sesta ora. Andai "all'appuntamento". Max era già là, e stava pulendo un cancellino. E così era quella la famosa stanza dei cancellini !! Non c'ero mai stata prima. Max mi disse che era solo perchè voleva stare in un posto tranquillo. Chiusi la porta a chiave, e mi avvicinai a lui. Forse mi aspettavo qualcosa di più di una semplice chiacchierata, ma Max era lì solo per dirmi che era vero, la Topolsky non era quello che poteva sembrare. Ero un pò delusa, ma allo stesso tempo molto sorpresa per le sue parole. Rimosse un pannello dalla parete, e mi mostrò il suo ufficio. Mi disse che dovevamo assolutamente scoprire perchè era venuta a Roswell, e perchè proprio nella nostra scuola. L'insegnante era libera alla sesta e alla settima ora, quindi non ci restava che aspettare. Per ingannare l'attesa iniziammo a parlare un pò. Avevo una cosa da chiedergli, e ci pensavo ormai da un pò, e quello mi sembrava proprio il momento giusto. Max Isabel e Michael erano atterrati a Roswell nel '47, e allora come potevano avere 16 anni??? Erano dei cinquantenni nel corpo di tre sedicenni??? Oppure invecchiavano più lentamente di noi??? Mi spiegò che erano usciti dalle celle di ibernazione nell' 89, e che dimostravano più o meno 6 anni. Poi gli feci una domanda stupidissima, ovviamente frutto della mente contorta di Maria. "Eravate verdi??? Alti un metro, verdi e viscidi prima di assumere forme umane???" Ancora oggi un pò mi pento di avergli chiesto una cosa simile...Mi disse che a parte un terzo occhio, le loro sembianze erano sempre state le stesse di adesso. Abbassò lo sguardo, poi mi guardò di nuovo e rise. Mi stava prendendo in giro. Ridemmo entrambi. Continuammo a parlare di questo. Max non sapeva da dove veniva, e nemmeno chi fosse la sua gente. Non aveva ricordi della sua vita passata. Io in realtà pensavo che questa cosa potesse dare un gran senso di libertà. Quello che non avevo io. I miei erano (e sono) i proprietari del Crash Down Cafè. Tutti per questo mi conoscevano, e non potevo fare qualcosa di diverso, come cambiare taglio di capelli, che subito tutti se ne accorgevano e si sentivano in dovere di dirmi se stavo bene oppure no. Questo mi dava un terribile senso di claustrofobia. "A volte vorrei essere invisibile". Max invece mi disse che spesso, lui desiderava invece di NON dover essere invisibile. Lo guardai negli occhi. Provai un'infinita tenerezza. In quel momento però la Topolsky entrò in ufficio. Ma non da sola, con lei c'era un uomo che nè io nè Max avevamo mai visto prima.
elenafragola79
Date: lunedì, marzo 22, 2004
Time: 13:04
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Io e Maria eravamo nel bagno delle ragazze. Continuava a leggermi quello che Max mi aveva scritto su un foglietto di carta: "Vediamoci nella stanzetta dei cancellini alla sesta ora. Max". Anche questo, lo conservo ancora gelosamente tra le mie cose più care. Maria stava lì ad elencarmi tutto quello che era successo in quella stanza. Il livido grosso come una mela che Greg Coleman aveva lasciato a Garcia, la prima volta di Richie Roher e Amanda Lourdes, e tutti gli altri pettegolezzi di cui lei era sempre a conoscienza. Aveva paura che succedesse qualcosa. Diceva che se avevo avuto una visione solo perchè mi aveva toccata, se mi avesse baciato chissà cosa sarebbe successo. Baciare un "Cecoslovacco"...era più terrorizzata lei di me. Io però non avevo tutti questi timori su Max. La tranquillizzai. Max precedentemente mi aveva detto che tra noi era tutto come prima, quindi non c'era motivo di preoccuparsi per un bacio che non ci sarebbe mai stato. Ma Maria pensava a molto di più che ai baci. Diceva che in quella stanza, o si pulivano i cancellini, o si perdeva l'innocenza. Sempre la solita esagerata!!!
elenafragola79
Date: domenica, marzo 21, 2004
Time: 14:35
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Il giorno dopo a scuola c'era lezione di geometria con la signorina Topolsky. Stavamo studiando le somme degli angoli di un triangolo. Me lo ricordo benissimo, perchè quelle lezioni erano di una tale noia...ci disse che la somma di A B e C era uguale a 360 gradi. Io intervenni immediatamente, perchè in realtà la somma era di 180 gradi. La supplente si scusò, era stato un semplice errore disse. Io e Max ci guardammo ma niente di più. Finita la lezione ci fermammo un pò a parlare nel corridoio. Max mi chiese quante schede avesse con se l'insegnante il giorno prima. Dieci..forse cinque gli dissi io. Mi disse che ero stata un pò troppo avventata nell'andare a casa di Michael, perchè lui era uno che non ci pensava certo due volte prima di fare una sciocchezza e mettersi nei guai. Mi scusai, ma gli ricordai anche che esistevano dei rami speciali al governo, dei "Cacciatorri di alieni" o roba simile. E quindi dovevamo stare tutti molto attenti. Secondo lui mi ero fatta prendere troppo la mano. Nella Topolsky non c'era niente di strano, e nessuno al governo li stava cercando.
elenafragola79
Date: venerdì, marzo 19, 2004
Time: 15:22
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Andai a casa di Michael. Dovevo metterlo in guardia sulla Topolsky. Il posto dove abitava non era per niente bello, sembrava quasi un accampamento di Nomadi.
Bussai alla porta, e mi aprì un uomo che non ispirava per niente fiducia. Era rude e maleducato. Io cercai di essere il più gentile ed educata possibile. Lo salutai, e gli chiesi se per caso abitava lì Michael Guerin. In un primo momento credevo proprio di aver sbagliato indirizzo. Non pensavo che Michael potesse abitare in un posto simile. Ma quell'uomo non aspettò nemmeno un attimo, e lo chiamò a gran voce. Michael arrivò subito, e uscimmo fuori a fare due passi. Gli dissi che avevo visto la sua scheda nelle carte della supplente, e poi gli dissi anche dell'appello, e di quanto lei si fosse soffermata a chiedere dove fosse. Lui non ebbe dubbi; mi ricordo che disse: "Beh..allora mi sta cercando". Mi ringraziò, e prima di salutarmi, si preoccupò di sapere se prima sulla porta Hank mi aveva insultato o meno. No, non mi aveva detto niente. Mi disse di ignorarlo. Io mi scusai per essere piombata lì senza preavviso. "Io vivo qua" disse, e se ne andò. Lo vidi per la prima volta indifeso, e mi fece molta tenerezza. Era rude, schivo, ma lo faceva solo per proteggersi dagli altri. Lo avevo capito solo adesso.
elenafragola79
Date: giovedì, marzo 18, 2004
Time: 21:58
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Dopo pranzo io e Maria eravamo rientrete a scuola. Stavamo parlando del più e del meno davanti al mio armadietto, quando Maria vide Kyle Valenti. Per me non c'era stato niente di importante fra noi. Eravamo usciti qualche volta, e dal mio punto di vista non c'era stato niente di serio, e pensavo che alla fine, anche per lui fosse la stessa cosa.
Si diresse proprio verso di noi. Mi salutò, e Maria fece altrettanto e se ne andò. Mi disse che non mi ero comportata molto bene con lui la sera del Crash Festrival. Gli avevo dato buca, e da me non se lo aspettava disse. Perchè pensava che fra noi ci fosse qualcosa di speciale.
In quel momento però vidi la signorina Topolsky che stava uscendo dall'archivio degli studenti con in mano diversi fascicoli, così, mi scusai con Kyle, e lo lasciai lì da solo.
Camminai in fretta verso di lei cercando di raggiungerla, e quando svoltai l'angolo, la travolsi involontariamente, e tutti i fogli che aveva in mano le caddero a terra. Cercai di aiutarla. In fondo quel disastro era tutta colpa mia. Raccolsi alcune delle schede che le erano cadute, e vidi che tra queste, c'era anche quella di Michael.
elenafragola79
Date: martedì, marzo 16, 2004
Time: 12:58
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Non sapevo dove fossero andati Isabel e Max. Isabel era così diversa da suo fratello. Era sempre fredda e schiva, almeno con me e con Maria.
Quella mattina c'era il sole, e per l'ora di pranzo, io e Maria ce ne stavamo fuori seduto su un gradino per mangiare. Io ancora non ero molto convinta di questa Topolsky, e così, cominciai a perlarne con la mia amica. Lei ancora una volta iniziò con tutte le sue fantasie più sfrenate.
Questa volta, le era venuto in mente che la supplente potesse essere una spia.
Mi fece notare che di solito una supplente non sta lì a fare l'appello, e a soffermarsi su qualcuno che è assente. Secondo lei era stata mandata a Roswell per i "Cecoslovacchi".
Continuavo a ripeterle che era solo la sua immaginazione, ma lei adesso iniziava a preoccuparsi per Alex. Diceva che dovevamo assolutamente dirgli tutta la verità. Secondo lei il suo parere riguardo a tutta questa faccenda era fondamentale.
Io Maria Alex e Kyle, siamo nati nello stesso anno: il 1983.
E' per questo che siamo sempre stati così amici. Sempre, fino a quando qualcuno si è intromesso tra di noi. Ancora non riesco ad immaginare che adesso che sono qui a raccontare tutta la mia (e la nostra ) storia, Alex non ci sia più. Arriverà il momento di parlare anche di questo. E sarà triste per me dover ricordare tutto per l'ennesima volta. Anche se sono sicura che Alex, è sempre qui con noi!!!!!
elenafragola79
Date: lunedì, marzo 15, 2004
Time: 14:34
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Quella mattina a scuola, arrivò una nuova insegnante di geometria. La signorina Topolsky.
Kathleen Topolsky. Era giovane e di bell'aspetto. Fece subito una battuta sugli alieni...in fondo Roswell era famosa per quello. Tutti risero, poi, iniziò a fare l'apppello
Quella mattina Michael non c'era, e la Topolsky chiese a Max come mai non era in classe. Sembrava essere stranamente curiosa.
Dopo la lezione tutti uscirono per andare nei corridoi, compresi io e Max.
Mi avvicinai a lui, e lo salutai. E poi gli chiesi: "Non è strano il fatto che la supplente abbia fatto tutte quelle domande su Michael ??".
Max mi disse di non preoccuparmi, perchè secondo lui nessuno aveva sospetti su Michale. Ma io non ne ero affatto convinta. Quella signorina Topolsky non mi piaceva.
In quel momento arrivò Isabel, che dopo avermi appena salutata, prese Max sotto braccio e lo portò con se.
elenafragola79
Date: domenica, marzo 14, 2004
Time: 13:53
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Era il 27 settembre, e sul mio vecchio diario scrivevo..."Mi chiamo Liz Parker e non potrò mai più guardare le stelle come prima...anzi credo che non guarderò più niente come prima! Che intendeva Max Evans quando ha detto " Ci vedremo a scuola ? " Intendeva " Non riuscirò a respirare finchè non ci rivedremo " o era soltanto qualcosa che uno dice tanto per non star zitto...?
E che starà pensando in questo momento ? Sarà anche lui ossessionato, torturato...passerà da una notte insonne all'altra chiedendosi come andrà a finire fra noi ? "
Come tutti i giorni, anche quel giorno io e Maria eravamo di tuno al Crash Down.
Lei era paranoica come al solito rispetto a tutta questa storia. Pensava che con i loro poteri, Max Michael e Isabel, avrebbero potuto farci sparire con il solo gesto di un dito!!!!
Continuavamo a parlare ad alta voce di tutta questa storia, ma di certo non potevamo usare la parola alieni in mezzo alla gente, così iniziammo a parlare di loro come dei " Cecoslovacchi".
Le paranoie di Maria aumentavano...ripeteva in continuazione "Sono buoni Cecoslovacchi ? Cattivi Cecoslovacchi ? Sono solo dei Cecoslovacchi.." ma io non sapevo darle una risposta.
Anche se ho sempre pensato che Max fosse il Cecoslovacco più dolce del mondo!!!!
elenafragola79
Date: sabato, marzo 13, 2004
Time: 13:31
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Il piano era deciso. Andai a casa di Kyle. Era da un'ora e mezza che mi aspettava. Cercai di essere carina per farmi perdonare. Gli detti appuntamento di fronte al podio per mezz'ora dopo.
Chiamai subito Max. Avevamo solo mezz'ora, dovevamo sbrigarci.
Intanto Isabel e Maria erano al Crash Festival per i preparativi...
Anche Valenti ovviamente era al festival, ma era quello che noi volevamo. Fece un sacco di domande a Max, ma faceva tutto parte del nostro piano.
Kyle mi aspettava ancora. L'ora dell'appuntamento era passata già da 15 minuti.
Intanto sul palco c'era Jonathan Frakes che faceva il conto alla rovescia per il Crash Down dell'astronave. In quel momento vidi Max. Ci avvicinammo l'uno all'altra.
Mi ricordo che mi portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Era così dolce. Continuava a dirmi che non era prudente, nè per lui nè per me. "Non importa" gli dissi io. In quel momento non mi importava altro. Mi disse una cosa che ancora oggi per me ha un'importanza enorme.."Vorrei che tra noi ci fosse qualcosa..qualcosa di più..ma..." Ma eravamo diversi, e nonostante tutto, lo saremo sempre. Poi Max si girò e se ne andò.
Adesso c'era Maria a terra, con l'impronta uguale alla mia. Avevamo fatto in modo che tutto accadesse mentre Max era impegnato in altro. In modo che i sospetti su di lui cadessero.
Non credo però che lo sceriffo Valenti, abbia mai creduto per un secondo
che quell'impronta fosse vera.
Tornai a casa, e scrissi queste parole sul mio diario:
"Oggi è il 24 settembre, io sono Liz Parker e sei giorni fa sono morta. Ma poi mi è accaduta una cosa meravigliosa....e ho cominciato a vivere".
elenafragola79
Date: venerdì, marzo 12, 2004
Time: 14:23
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Era la sera del Crash Festival. Ero in camera quando Maria mi passò a prendere.
Si mise seduta vicino a me e mi disse che se non le dicevo subito tutta la verità sarebbe andara dritta dallo Sceriffo per dirgli tutto.
Questa scusa dello sceriffo cominciava ad essere troppo sfruttata!!!!!! Prima io con Max, poi ora...lei con me. Non sapevo che fare , ma poi le dissi : "Devi promettermi che ora non ti metterai ad urlare...". La conoscevo benissimo..e una reazione del genere sarebbe stata del tutto normale per Maria. Soprattutto per una notizia come quella.
Le raccontai tutto..e come previsto, Maria uscì di corsa urlando come una pazza.
La raggiunsi, ed iniziò a dire cose assurde sul fatto che lei non poteva essere l'amica strampalata di una che era già strampalata per conto suo. C'eravamo. Maria era impazzita!!!
Mentre cercavo di farla ragionare, passarono Max , Michael e Isabel sulla jeep di Max.
Le feci fare un'inversione con la macchina, e la costrinsi a seguirli.
Max sterzò di colpo in una vietta buia appena incrociò l'auto di Valenti. E noi subito dietro.
Quando stavano per fare marcia indietro, si resero conto che la nostra auto gli bloccava la strada.
Eravamo gli uni di fronte agli altri. Parlai io per prima. "Maria sa tutto" dissi.
Ci fu una "piccola" discussione. Evidentemente Michael non era stato molto daccordo sul fatto che Max mi avesse salvato la vita. Cercavo di convincerli del fatto che se fossero scappati, per Valenti sarebbe stata solo una conferma.Ma io avevo avuto un'idea per sviare le indagini.
Adesso però anche Isabel e Max si erano messi a discutere.
Poi ci fu un attimo di silenzio e subito dopo Max disse che aveva deciso di consegnarsi allo sceriffo.
A questo punto Isabel decise di ascoltare quello che avevo da dire. Al Crash Festival dovevamo fare in modo che Valenti sospettasse qualcun'altro al posto di Max. Ora basrava solo decidere bene un piano.
elenafragola79
Date: giovedì, marzo 11, 2004
Time: 13:39
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Credevo che dallo sceriffo fosse tutto risolto. Invece, ancora non sapevo che lui aveva dei sospetti molto forti su Max e su di me. Sapeva che mi avevano sparato, o almeno ne era fermamente convinto. Aveva ritrovato il mio grembiule con il foto di proiettile, e l'aveva consegnata ad un agente perchè lo analizzasse.
Tornai a scuola, dovevo parlare con Max. Entrammo entrambi nell'aula d'arte. Io come al solito, ero agitata, ma dovevo sapere.
Mi ricordo perfettamente le parole che dissi a Max : "Devo sapere la verità Max. Devo sapere tutto quanto, sennò vado dritta dritta dallo sceriffo Valenti e gli racconto Tutto quello che so!".
Scrissi tutto quello che volevo sapere su un foglietto. Quando lo estrassi per mostrarlo a Max, credo che lui quasi volesse ridermi in faccia, ma non lo fece, e mi ascoltò.
Lo conservo ancora oggi. Queste erano tutte le mie domande: Da dove vieni ?? Vi siete schiantati ?? La navicella si è schiantata nel '47 ma tu hai 16 anni... Mi parlò di "loro"..e fu lì che scoprì che anche Isabel e Michale erano alieni...
Le domande proseguivano con : Che tipo di poteri avete ??
Max mi spiegò TUTTO. Gli chiesi chi altri sapeva di quel segreto. "Nessuno" , rispose.
Nemmeno i suoi genitori. Soltanto io. Ma perchè ??
"Perchè eri tu" mi disse. Sembrava così indifeso. Era un alieno, dovevo aver paura, ma non era così.
Dissi a Max della foto che Valenti mi aveva mostrato. Mi disse che era impossibile. Che non poteva essere. Gli dissi che Kyle aveva visto l'impronta, che lo sceriffo aveva trovato il grembiule, e che sospettava di LUI.
Max era sconvolto, si allontanò in fretta e poi se ne andò.
Cercai di seguirlo nel corridoio, ma si confuse subito in mezzo alla folla e lo persi di vista.
Era colpa mia. Per salvarmi la vita, adesso era lui ad essere in pericolo.
elenafragola79
Date: mercoledì, marzo 10, 2004
Time: 15:04
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Andai dallo sceriffo Valenti, e mi disse che era stato mio padre a dargli il permesso di farmi delle domande.
Mi misi a sedere. Ero un pò nervosa, ma cercavo di non farlo vedere.
Mi mostrò delle foto di una persona morta sul cui corpo era impressa l'impronta di una mano color argento : proprio come la mia.
Mi spiegò che nessuno aveva trovato una spiegazione per la morte di questa persona;
l'unica cosa che poteva dare delle spiegazioni, era solo quel segno impresso sulla pelle.
E poi arrivò a formulare quella domanda che tanto speravo di non sentire: "Tu hai mai visto quest'impronta?!?".
Mi affrettai subito a dire che io non ne avevo mai vista una in vita mia, ma ovviamente Kyle glia veva detto della sera precedente, quando per prendere le chiavi avevo scoperto la pancia.
Valenti insisteva, diceva che Kyle probabilmente si era sbaglaito, ok, ma lui, voleva vedere ccon i suoi occhi.
Cercai di convincerlo in tutti i modi, ma non ci fu niente da fare.
Mi alzai, terrorizzata dal fatto che poi avrei dovuto dare delle spiegazioni. Sollevai la maglia, ma l'impronta non c'era più. Era svanita.
Ero così sollevata..ma la felicità durò solo una frazione di secondo, perchè lo sceriffo mi spiegò che l'impronta era sparita anche dall'laltro corpo.
Poi arrivò un'altra domanda a bruciapelo: "Conosci un ragazzo che si chiama Max Evans??"
elenafragola79
Date:
Time: 10:37
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Ovviamente..non bastava il fatto che mi avessero sparato, che fossi quasi morta,
che avessi scoperto che Max era un alieno, e che Maria facesse domande...
Adesso anche Alex voleva sapere la "verità".
Povera Maria, lei si preoccupava per me, ma io avevo promesso di non dire niente,
e dovevo farlo...o almeno dovevo provarci.
Stavamo ancora nell'aula di musica, ed io continuavo a dire ad Alex che era tutto a posto,
che era tutto passato, e in un momento ci ritrovammo lì l'Agente Owen accompagnato
dal preside: lo sceriffo voleva parlare con me.
elenafragola79
Date: martedì, marzo 09, 2004
Time: 21:52
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Quel giorno cercai di evitare Maria in tutti i modi. Ma alla fine riuscì a trovarmi.
Entrai in bagno per buttarmi un pò d'acqua sul viso, e lei era lì.
Voleva sapere cos'era successo il giorno prima. Anche lei era al CrashDown in quel momento,
aveva visto tutto,e allora cosa voleva sapere ??
Mi mostrò il taccuino delle ordinazioni: era sporco di sangue.
Io non dissi niente. Come potevo dirle che Max era un alieno.
Quella sera come al solito, uscii con Kyle, ma la mia testa era altrove.
Non riuscivo a pensare ad altro che alle porole di Max.
Mi riaccompagnò a casa, e quando alzai il braccio per prendere le chiavi,
Kyle vide l'impronta. Non gli lasciai modo di dire niente, lo saputai ed entrai in casa.
Mi avvolsi in un plaid, e andai in veranda come al solito. Dopo un pò sentii una voce chiamare il mio nome.
Era Max. Scesi e lo feci entrare al CrashDown. Mi disse che tante volte avrebbe voluto parlare con me del suo segreto.
E poi mi raccontò tutto quello che aveva visto nel momento in cui mi aveva guarito.
Sapeva benissimo quali erano state le mie emozioni..anche le più remote. Addirittura mi parlò di una cosa successa all'asilo.
Aveva visto dentro di me. Provò ad invertire il collegamento che si era creato tra lui e me.
Voleva che io vedessi dentro di lui. Poggiai le mie mani su di lui..e lui poggiò le sue sul mio viso.
Riuscivo a sentire tutto quello che stava provando. Riuscivo a percepire la sua solitudine.
Per la prima volta vedevo realmente chi era Max Evans...
e vedevo me stessa come lui mi vedeva. E la cosa più sorprendente era che , ai suoi occhi,
io ero bellissima.
Max Evans mi ha dato una tale forza...è come se tutta la mia vita fosse cambiata in un solo istante.
Ma la cosa più assurda...è che questa cosa stupenda..mi è capitata con un alieno!
elenafragola79
Date: domenica, marzo 07, 2004
Time: 14:30
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Alla fine della lezione andai in corridoio per cercare di raggiungere Max.
Lo trovai quasi subito, lo fermai per un braccio, e insieme entrammo nell'aula di musica.
Nell'aula però ricordo che c'era anche Kyle, che mi chiese come stavo per quello che era successo il giorno prima, e poi ovviamente ci chiese come mai eravamo entrati
tutti e due lì.
La prima scusa che mi venne in mente, era che dovevamo studiare
per il compito di biologia, così Kyle ci salutò e uscì.
Appena soli, mi alzai la maglietta e mostrai a Max l'impronta che la sua mano
mi aveva lasciato.
Ero preoccupata e stranita per quello che avevo visto al microscopio,
ma mi decisi e gli dissi tutto. Volevo tornare nel laboratorio,
per esaminare un nuovo camipone delle sue cellule. Per vedere che mi ero sbagliata,
che non era "diverso".
Le parole di Max mi rimbombano ancora in testa..."Nessun errore" disse.
A quel punto dovevo capire. In un primo momento mi disse di non essere di quelle parti.
E quando io gli chiesi da "da dove vieni ??" , lui puntò il dito verso l'alto.
Max era del nord ??? No, Max era un alieno.
Mi affrettai ad uscire dall'aula, quella rivelazione mi aveva a dir poco sconvolta.
Ma che voleva dire che era un alieno ?? Com'era possibile ?
Mi raggiunse e prima che uscissi chiuse la porta.
Si raccomandò di non dirlo a nessuno, nemmeno a Maria.
Ma come poteva pretendere che io mi portassi dietro
un segreto così grande ??
E perchè aveva deciso di affidare la sua vita nelle mie mani ??
Mi disse che ero l'unica a saperlo. Forse aveva bisogno di condividere questo grosso
macigno con qualcuno per alleggerire un pò il peso.
Ma perchè io ???
elenafragola79
Date: venerdì, marzo 05, 2004
Time: 13:50
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Il giorno dopo anche se mi sentivo ancora un pò strana, andai a scuola come sempre.
La prima ora era quella di biologia. Me lo ricordo come fosse oggi.
Max non c'era, e me ne accorsi subito. Arrivò in ritardo, e si mise seduto accanto a me.
Quel giorno dovevamo lavorare con il microscopio.
Io e Max eravamo una delle tante coppie di lavoro.
Dovevamo analizzare la nostra saliva: questo era il compito che l'insegnante ci aveva assegnato.
Io preparai il vetrino,quando vidi Max alzarsi di colpo.
Notai che era a disagio, ma in un primo momento non capii il perchè.
Andò in bagno, o almeno così disse.
Così, presi la matita che fino a poco prima lui stava mordicchiando.
Analizzai le cellule della sua saliva al microscopio, e notai che erano completamente diverse dalle mie.
elenafragola79
Date: mercoledì, marzo 03, 2004
Time: 21:34
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Più tardi arrivò lo sceriffo Valenti (che tra le altre cose è il padre di Kyle, il ragazzo con cui uscivo in quel periodo.)
Se non fosse stato per quei due turisti ficcanaso, nessuno avrebbe sospettato di niente.
Invece loro stavano lì, e continuavano a dire che la pallottola non era da nessuna parte,
che era sparita, e non era possobile.
E poi continuavano ad insistere anche sul fatto che ci fossero due ragazzi
seduti in fondo al locale, e che secondo loro io li conoscevo.
Insomma, due che se si facevano i fatti loro, magari, tutta questa storia si chiudeva lì.
Comunque alla fine Valenti se n'è andato.
La sera a casa ero distrutta, mi sentivo così strana.
Morta, ero quasi morta. Se non fosse stato per Max adesso dove sarei ???
Gli devo la vita...e non riuscirò mai a sdebitarmi.
Mi tolsi il grembiule per farlo sparire, perchè c'era scritta sopra la verità
a caratteri cubitali : il foro della pallottola.
Mi guardai allo specchio, e rimasi di ghiaccio vedendo che sul punto esatto
in cui ero stata colpita, c'era impressa un'impronta argentata.
L'impronta della mano di Max Evans.
elenafragola79
Date: martedì, marzo 02, 2004
Time: 20:47
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Tutto iniziò in un giorno qualunque...
Era il 18 settembre. Un giorno come tanti...
Stavo lavorando come al solito al Crash Down Cafè, il locale dei miei genitori,
con la mia migliore amica Maria.
C'erano i soliti clienti, niente di più; ed ad un tavolo in fondo al locale, anche Max e Michael.
In quel periodo non eravamo per niente amici, li conoscevo appena.
Max continuava a fissarmi, almeno così mi ripeteva in continuazione Maria.
Si era convinta che forse gli piacevo, ma a me non interessava.
"Max con quella stupida fossetta??? No, non è di certo il mio tipo".
Questo le risposi, non immaginado nemmeno lontanamente
quello che sarebbe successo di lì in avanti.
Ad un certo punto poi, non ho capito più niente.
C'è stata una discussione, e qualcuno ha sparato.
So solo che io erò là...a terra, piena di sangue.
Max si avvicinò, mi aprì di colpo il grembiule, e mi disse di fissarlo.
Era tutto così confuso, mi sentivo scivolare via, però, sapevo di potermi fidare di lui,
chissà perchè, e lo guardai negli occhi.
Poggiò la sua mano sul punto in cui era entrata la pallottola, e dopo poco,
ero guarita. Il buco non c'era più. Era come se non mi avesserero mai sparato.
"E' tutto finito" mi disse.
C'era il sangue però. Quindi non era stata la mia immaginazione.
Michael si avvicinò a Max che gli gettò le chiavi della macchina.
A quel punto Max ruppe a terra una bottiglietta di ketchup e la versò su quella
che era stata la mia ferita.
Mi disse di non raccontare niente, mi fissò negli occhi, e andò via senza dire altro.
Da quelsto preciso istante, la mia vita non è stata più quella di prima.
elenafragola79
Date:
Time: 12:36
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Questa è la prima pagina del mio primo diario.
Da allora sono successe tante di quelle cose...
che ancora stento a crederci.
Cercherò di raccontarvi la mia vita...da quel giorno fino ad oggi..
Così potrò scaricare un pò di quel peso che mi porto dietro da anni.
Sarà una storia lunga...ma ne vale la pena!!!
elenafragola79
Date: lunedì, marzo 01, 2004
Time: 14:57
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E' la prima volta che tengo un diario.
Sono Liz Parker e cinque giorni fa sono morta.
Da allora...mi sono successe delle cose molto strane...
Riuscivo a sentire tutto quello che lui stava provando.
Riuscivo a percepire la sua solitudine.
Per la prima volta vedevo realmente chi era Max Evans.
E vedevo me stessa come lui mi vedeva.
E la cosa più sorprendente era che, ai suoi occhi, io ero bellissima.
elenafragola79
Date:
Time: 14:38
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