I miei genitori uscirono, ma dopo poco la porta si aprì di nuovo. Era Max. Mi disse che non poteva impedire quello che doveva succedere, ma forse poteva aiutarmi a dirle addio. Si avvicinò al letto, e si mise a sedere di fronte a me. Poggiò le sue mani sul braccio della nonna, e iniziò a sprigionare la sua energia per stabilire un contatto con lei. Sembrava fare uno sforzo grandissimo. Ad un certo punto infatti quasi rassegnato mi disse di non farcela proprio a connettersi con lei, ma in quel preciso momento sentì la voce della nonna alle mie spalle. "Tesoro...." Mi girai verso di lei, e poi ancora verso il letto. Il suo corpo era sempre lì, ma il suo spirito mi stava parlando. "Scommetto che questo è Max" mi disse. Le lacrime mi scesero da sole sul viso. Era una cosa meravigliosa. Potevo finalmente dirle quanto lei fosse importante per me. Aveva sempre trovato il modo di farmi sentire veramente speciale. In quel momento non sapevo come avrei fatto a vivere senza di lei. Mi disse che era sicura che me la sarei cavata benissimo, e che quando mi guardava così entusiasta e piena di vita, era come se vedesse se stessa. "E' un dono che porterò con me e conserverò per sempre" disse. Aggiunse che dovevo seguire il mio cuore ovunque mi avesse portato. Poi mi asciugò le lacrime che continuavano a scendere copiose, e mi baciò una mano. In quel momento le macchine che si occupavano delle sue funzioni vitali, segnalarono l'arresto cardiaco. Max mi portò a casa con la sua jeep. Mi accompagnò alla porta, io avevo gli occhi gonfi di lacrime. Lo ringraziai per la cosa meravigliosa che aveva fatto. Mi disse che non dovevo ringraziarlo per niente. Ci salutammo, e lui tornò alla sua auto. Io rimasi a guardarlo sulla porta, ma prima che ripartisse, tornai verso di lui, e lo abbracciai. Lui mi strinse a se, era quello di cui avevo bisogno.
"Seguire il cuore non è così facile come si crede. A volte il cuore ti porta dove non dovresti andare... in posti che fanno paura pur essendo eccitanti,pericolosi pur essendo attraenti. E a volte il cuore ti fa vivere storie che non potranno avere un lieto fine..... E questa non è nemmeno la parte più difficile.. la parte più difficile, quando segui il tuo cuore, è che abbandoni la normalità...Entri nell'ignoto. E da lì non potrai più tornare indietro. "


elenafragola79

Date: venerdì, aprile 30, 2004
Time: 14:29
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Ero all'ospedale nella stanza della nonna con mamma e papà. Mi allontanai un attimo. Uscita dalla stanza, trovai Kyle nel corridoio. Si scusò per il momento sbagliato, ma doveva parlarmi subito. Mi disse che era dispiaciuto per quello che i suoi amici avevano fatto a Max, ma io non riuscivo a capire di cosa stesse parlando. Mi disse che l'avevano picchiato a sangue, forse per fargli un favore. Ecco perchè tutte quelle ferite. Mi disse che non era colpa sua, che lui non c'entrava con questa storia. Ma qualcosa doveva averli scatenati, qualcosa Kyle doveva avere pur detto. Pensava che io e Max stessimo insieme, ma non era così. Gli dissi: "Non sto nè con lui nè con te!". Credeva che volessi lasciarlo solo per quello che avevano fatto i suoi amici, ma non era così, era tutto molto più complesso, ma non potevo spiegargli niente. Prima di andare via, mi disse di stare attenta, perchè Max era uno pericoloso, e suo padre lo stava tenendo d'occhio. Tornai dalla nonna con due caffè per i miei genitori. Gli dissi di andare a prendere un pò d'aria, sarei rimasta io con lei.


elenafragola79

Date:
Time: 14:06
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Quel giorno al Crash Down fu Isabel a sostituirmi...e tutto a mia insaputa. La sera, prima di tornare a casa, passai da Max. Dovevo farlo. Appena davanti alla porta, suonai il campanello. Fu Max ad affacciarsi. Gli dissi che dovevo parlargli, così scese, e ci sedemmo entrambi sul muretto di casa sua. Lo guardai negli occhi. Mi scusai per averlo chiamato, perchè sapevo che era stato un errore, ma LUI era l'unico che volessi veramente vicino in quel momento. Poi gli dissi la cosa che mi aveva spinto di più ad andare da lui. "C'è qualcosa che puoi fare per lei???". Questo è quello che avrei voluto dire, ma a metà scoppiai in lacrime. Lui mi disse che aveva potuto guarire me, perchè ero stata ferita da un proiettile, perchè mi stava accadendo qualcosa causata da un intervento esterno non previsto. Ma con mia nonna era tutto diverso. Mi disse anche "Io non sono Dio liz". E io lo sapevo, ma avevo bisogno di sentirlo dire da lui. Avrei fatto qualunque cosa per cercare di salvare Nonna Claudia, e mi sentivo totalmente inutile per non poter fare niente.


elenafragola79

Date: lunedì, aprile 26, 2004
Time: 12:46
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Più tardi, andai un pò furoi a leggere un libro. Almeno provavo a leggerlo. Mi sentivo come se stessi reggendo il peso del mondo tutto da sola. Forse anche un pò a causa di max, e di come si era comportato poco prima. Arrivò Maria. Si sorprese di vedermi a scuola. Ma non me la sentivo di stare a casa da sola a pensare e ripensare a mia nonna. Cercavo di essere ottimista. Lo dissi anche a Maria. E poi anche i dottori ci avevano dato delle speranze. Quando suonò la campanella, la salutai e le dissi che ci saremmo viste quel pomeriggio al lavoro. Lei quasi si arrabbiò. Mi disse che non dovevo nemmeno farmi vedere al Crash Down; avrebbe fatto tutto da sola. La ringraziai. Forse aveva ragione. Non dovevo esagerare, perchè prima o poi sarei sicuramente crollata. Accettai, anche se non ero sicura che Maria sarebbe riuscita a gestire tutto il locale da sola. Ma un pò di fiducia dovevo pur dargliela.
Visto che la mia migliore amica si era offerta di fare anche il mio lavoro, ne approfittai per passare il pomeriggio all'ospedale. C'erano anche i miei genitori. Stavamo seduti nel corridoio vicino alla stanza della nonna. Mamma e papà mi raccontavano tutte le sue gesta eroiche. Come quando da privato cittadino aveva arrestato tre uomini che cacciavano cervi in un parco quando la stagione di caccia era chiusa. Mia nonna era proprio un mito, e io la amavo proprio perchè era così speciale!!!! Eravamo tranquilli, lì a ridere e scherzare, quando una voce all'interfono disse: "Codice blu, terapia intensiva, stanza 104". Era la stanza di Nonna Claudia. I dottori cercarono di rianimarla, ma non c'era più molto da fare. Più tardi chiamai Maria che mi raggiunse subito. Andammo nella stanza della nonna. Era attaccate a delle macchine che la tenevano in vita, ed era piena di tubicini ovunque. Dissi a Maria che sicuramente non ce l'avrebbe fatta. Chiunque l'avesse vista in quelle condizioni l'avrebbe detto. Mi sentivo terribilmente in colpa, perchè il giorno prima, invece di stare con lei, avevo perso tempo a scegliere videocassette insieme a Kyle. Era un discorso irrazionale, e non era da me. Maria mi disse che in un momento come quello, essere irrazionali era la cosa migliore. La salutai, pregandola di lasciarmi sola con la nonna. Mi abbracciò, e mi disse che mi voleva bene. Anche io le volevo bene da morire, e non so come avrei fatto senza di lei.


elenafragola79

Date: giovedì, aprile 15, 2004
Time: 12:56
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Quel pomeriggio alle sei andai all'appuntamento con Kyle. Scelse un film orribile: "Massacro a Sunset Village". Non ero per niente daccordo sulla scelta che aveva fatto, e infatti fu l'argomento di discussione del rientro a casa. Diceva che dovevo farlo vedere a mia nonna, perchè il serial killer viveva in una casa di riposo. Questa cosa mi faceva ridere molto. Eravamo arrivati. Svoltammo l'angolo del Crash Down per salire a su da me, e trovammo proprio di fronte all'entrata un'ambulanza. I medici stavano estraendo una barella, ed entrando nel locale. Ancora non sapevo cosa stesse succedendo...ma il sangue mi si gelò nelle vene. Non capivo più niente....Andammo all'ospedale. Mia nonna stava male. I dottori non ci dicevano niente, ed io ero preoccupatissima. La guardavo attraverso il vetro della sua stanza, perchè nessuno poteva entrare. Kyle era venuto con me. Era stato così carino. E poi anche lui la conosceva da tantissimo tempo. Eravamo tutti seduti sulle poltroncine del corridoio. Io Kyle, mamma e papà. Mi alzai per prendere una bibita. Vicino alla macchinetta c'era il telefono. Esitai un pò, ma poi mi avvicinai e chiamai Max. C'era la segreteria. Gli lasciai un messaggio. Gli dissi che mia nonna stava male, che eravamo tutti all'ospedale. Lo pregai di non venire, tanto ci saremmo visti il giorno dopo a scuola. Non lo sapevo nemmeno io perchè l'avevo chiamato. Pensavo che la sua voce mi avrebbe dato un pò di forza. Più tardi arrivò il medico. ci disse che era stato un ictus, ma che le sue condizioni adesso erano stazionarie, e che molte persone con un pò di cure riuscivano a guarire. Il medico ci salutò e si diresse verso la porta. Lui uscì, e nello stesso momento entrò Max. Quasi non credevo ai miei occhi. Lo presentai ai miei genitori. kyle lo guardò appena. Sembrava alquanto contrariato dal fatto che lui fosse lì. Ci disse che suo cugino aveva avuto un incidente, ma che non era niente di grave. Naturalmente non era vero, era venuto a vedere come stavo io, e come stava mia nonna dopo aver sentito il mio messaggio sulla segreteria. Si fermò solo cinque minuti, ma quei pochi minuti per me sono stati molto importanti. Quando andò via Kyle lo seguì. Non aveva creduto alle parole di Max. Nessun cugino. Gli disse che io a lui piacevo, e che tutti si erano accorti che dal giorno della sparatoria, lui mi gironzolava sempre intorno. Max però non mi disse niente , almeno non subito. Non voleva farmi preoccupare inutilemnte, adesso lo so.


elenafragola79

Date: mercoledì, aprile 14, 2004
Time: 14:40
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Quel pomeriggio, andai presto al locale per aiutare papà a sistemare un pò di cose. Maria sarebbe arrivata più tardi. Mi ricordo ancora che stavo sistemando dei dolci sul vassoio, quandò il campanello appeso sulla porta suonò. Era Nonna Claudia. Ci aveva fatto una sorpresa arrivando prima del previsto. Mollai tutto, e ce ne andammo di sopra in camera mia a chiacchierare come facevamo sempre. Il suo argomento preferito erano le mie storie d'amore. Non parlavo mai di queste cose se non con Maria. L'unica che riusciva a tirare fuori i miei sentimenti era solo la Nonna. Iniziammo il discorso dove fu interrotto l'ultima volta. Kyle. Le dissi che con lui mi divertivo molto, ma che di certo, non poteva essere l'uomo della mia vita. Lo vide subito che c'era qualcosa di strano, ormai mi conosceva troppo bene. Mi decisi a parlare. Le dissi che in effetti forse qualcuno di importante c'era, ma che con lui sarebbe stata una storia impossibile. Era tutto troppo complicato. Lei mi disse una cosa che non scorderò mai: "Se non fosse complicato, non potrebbe essere il grande amore". In quel momento esatto, arrivò "l'uragano Maria". Si salutarono subito con un caloroso abbraccio. Io le mostrai subito l'ultimo libro che mia nonna aveva scritto. Era una ricerca sui ritrovamenti di Indiani Navajo dopo centinaia di anni. "Tesori perduti" di Claudia Parker. Sarebbe stato pubblicato sulla rivista americana di archeologia. Maria lo prese, lo guardò un pò, e poi lo buttò sul letto perchè per lei era molto più divertente poter spettegoalare un pò con mia nonna. Se ne uscì subito con: "Di che cosa stavate parlando?". Mia nonna le rispose che come al solito stavamo parlando di ragazzi, e lei...."Oh...di Kyle o Max??". Ecco...la solita lingua lunga!!!! Mi giustificai subito dicendo che Max era un ragazzo impossibile, che era...di un altro pianeta!!! aggiunse Maria. Era diverso...e con lui non poteva proprio funzionare. Mi resi conto che senza volerlo, mi ero proprio innamorata di lui. Ma com'era successo??? E quando???


elenafragola79

Date: venerdì, aprile 09, 2004
Time: 14:27
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Il giorno dopo, come tutti i giorni, ero a scuola ad aspettare che arrivasse Maria. Mi trovò intenta a leggere il programma sportivo della giornata. Ovviamente capì subito che quella era l'ora di educazione fisica di Max, ed io stavo lì per incontrarlo "casualmente". Suonò la campanella, così dissi a Maria di lasciarmi sola, e lei se ne andò ridendo! Arrivò Max, che mi salutò appena. Il suo viso era pieno di ferite, e sembravano anche piuttosto gravi. Non mi disse la verità, (adesso lo so). Mi raccontò di essere caduto, ma niente di grave. Poi se ne andò frettolosamente. Confesso, che in realtà, fui molto delusa dal suo modo di fare così schivo.
Rimasi lì come una scema, quando arrivò Kyle che mi salutò con un abbraccio. Mi propose un film per quella sera, così fissammo l'appuntamento per le 6 al negozio di video.


elenafragola79

Date: giovedì, aprile 08, 2004
Time: 12:28
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Il giorno dopo infatti il locale era pieno di gente, ma trovai lo stesso un attimo per dire a Maria che la Nonna sarebbe arrivata presto a Roswell. Quella sera Max si presentò da solo. Ordinò "un'esplosione aliena", e mangiò ad un tavolo in un angolo. Era la prima volta che lo vedevo al Crash Down senza Michael o Isabel. Era tardi, era l'ora di chiusura, così Max mi salutò ed uscì. Ancora non sapevo niente, ma gli amici di Kyle, lo accerchiarono per picchiarlo, e per dirgli che doveva stare lontano da me. Ancora una volta, indirettamente, ero io la causa dei suoi problemi.


elenafragola79

Date: martedì, aprile 06, 2004
Time: 21:28
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Era il 19 ottobre. Era sera, ed io come al solito stavo seduta su una delle sdraio fuori in veranda. Quello, era uno dei miei posti preferiti, ed era solo mio, visto che era la veranda della mia camera. Stavo quasi sempre lì a scrivere il mio diario. Quella sera scrissi: "E' il 19 ottobre, io sono Liz Parker ed ho un pensiero che mi tormenta : la mia vita tornerà ad essere normale? "
In quei giorni a Roswell c'era un convegno di Ortodontisti, e il Crash Down era sempre pieno di gente, ed io e Maria non avevamo nemmeno un attimo per chiacchierare. Infatti, mi dimenticai di dirle una cosa importantissimi: quel venerdì sarebbe arrivata Nonna Claudia. Era mia nonna, e io la adoravo, ma anche per Maria era una vera e propria nonna, e tutte e due andavamo pazze per lei.


elenafragola79

Date:
Time: 21:22
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Ero rimasta a scuola con Max e Michael. Eravamo uno più nervoso dell'altro. Max continuava a camminare per sciogliere la tensione. Suonò la campanella e tutti uscirono dalle classi. Da lontano arrivarono anche Maria ed Isabel...insieme. Gli andammo subito incontro per sapere com'era andata dallo sceriffo. Il futuro era sempre stato chiaro per me : un sentiero dritto verso il mio obiettivo. Non avevo mai pensato al fatto che potesse esserci un bivio, immagino che sia questo a rendere la vita più interessante! Il fatto di essere delle persone aperte, pronte ad accogliere nuovi amici....a cambiare idea, a non avere paura degli imprevisti. Maria aveva mentito allo sceriffo, e aveva finalmente capito che adesso eravamo diventati un vero gruppo.


elenafragola79

Date: sabato, aprile 03, 2004
Time: 14:01
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Tornai a scuola, perchè anche se si trattava della mia migliore amica, dovevo avvertire Max e Michael. Li trovai subito. Gli dissi che Maria era nervosa, che adesso non sapevo più nemmeno io cosa avrebbe detto allo sceriffo. Michael come al solito si arrabbiò, era nel suo carattere, e sinceramente, non potevo dargli tutti i torti. Invece Max fu molto comprensivo. Ma anche quello era nella sua natura. Gli dissi che era tutta colpa mia, che non dovevo raccontarle niente. Ma lui mi capiva. L'avevo fatto perchè era un segreto troppo grande per tenerlo tutto per me. Era una cosa naturale. Anche lui l'aveva fatto con me. "Era naturale" mi disse.


elenafragola79

Date: venerdì, aprile 02, 2004
Time: 14:04
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Il giorno dopo ero a lezione di biologia. Io e Max dividevamo lo stesso tavolo di lavoro. Lui era preoccupato per Maria. Per quel pomeriggio era stata convocata dallo sceriffo Valenti, e lui aveva paura che i nervi di Maria cedessero, e che la loro copertura saltasse. Io non sapevo come spiegarmi, ma sapevo che di lei non c'era proprio da preoccuparsi...era vero che aveva i nervi a fior di pelle, ma io la conoscevo, non avrebbe mai parlato. Era la migliore amica che avessi mai avuto, e non c'era niente da temero: io lo sapevo!!!
Dopo la scuola, al Crash Down, cercavo di aiutare Maria a rendere la sua versione dei fatti accaduti al Crash Festival il più lineare possibile. Allora.....la macchina l'aveva colpita, e lei era svenuta. Dopo di chè, doveva dire che non si ricordava assolutamente niente di quello che era successo. Iniziai ad interrogarla come avrebbe fatto lo sceriffo. Ma Maria non era affatto convinta. Diceva che forse sarebbe stato meglio dire tutta la verità. Che magari lui ci avrebbe protette come le aveva detto il giorno prima. Ma protette da chi ??? Da Max, da Michael e da Isabel ???? Mi disse che dovevo smettere di controllare le sue emozioni, che lei non era come me. Che doveva fare quello che si sentiva. Poi mi salutò e se ne andò. Adesso ero io ad essere seriamente preoccupata.


elenafragola79

Date:
Time: 13:54
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IO ^^

Sono Liz Parker e cinque giorni fa sono morta. Da allora...mi sono successe delle cose molto strane...

OROLOGIO

QUOTES

"Oggi e' il 24 settembre..io sono Liz Parker e sei giorni fa sono morta. Ma poi..mi e' accaduta una cosa meravigliosa...e ho cominciato a vivere!!!"

"The greatest thing you'll ever learn is just to love and be loved in return"

"Gretchen: Voglio poterti baciare in un momento che mi aiuti a...
Donnie:...a ricordare quanto il mondo puo' essere bello?"

"La Coppa Malu' e' un po' pornografica...
E certo...non avevo dubbi che lo dicessi..
E io che tu la mangiassi..."

"Whether I die...tomorrow or 50 years from now..my destiny is the same : YOU"


ULTIMO

...concerto: Robbie Williams [Milano]
...libro letto: Ho voglia di te
...cd acquistato: Chariot [G. DeGraw]
...dvd acquistato:Dawson's Creek 3
...film noleggiato: L'era glaciale 2
...film al cinema: Il Codice Da Vinci

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